Metagaming: qual è il significato di metagame o metagioco?

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Metagame è ancora un argomento controverso

Se non ti sei mai perso una gara di eSport o una diretta in streaming di una figura influente del panorama videoludico, avrai sicuramente sentito parlare di metagame, in italiano metagioco.

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La recente comparsa del metagame ha trasformato significativamente l’industria videoludica, sia dal punto di vista della progettazione dei videogiochi, sia nel modo in cui i giocatori si interfacciano tra loro e reagiscono alle nuove giochi.

Qual è il significato di metagame?

Nel mondo dei giochi, col termine meta ci si riferisce a tutte quelle strategie e abilità usate per un determinato gioco, ma può anche indicare tutta una serie di aspetti che creano competizione nel gioco in generale. In sostanza, lo scopo del metagame è fare in modo che i giocatori giochino al massimo delle proprie capacità e diano sempre il meglio di sé.

Grazie al metagame, i giocatori possono sfruttare le loro conoscenze del mondo reale per ottenere diversi vantaggi all’interno del gioco.

Ad esempio, si possono studiare e provare le strategie migliori, e magari scoprire gli ultimi aggiornamenti con annessi bug e problemi tecnici. Adottando questo metodo, è chiaro che, sul piano della competizione, si ottiene qualche vantaggio sugli altri. In barba alle regole del fair play, giusto?

Quand’è comparso per la prima volta il termine metagame?

Il termine metagame è comparso per la prima volta nel 1956 in relazione ai giochi a somma zero contenuti in uno studio promosso dall’istituto di ricerca Mental Health Research Institute. Quindici anni dopo, Nigel Howard ha pubblicato un libro intitolato “Paradoxes of Rationality: Theory of Metagames and Political Behavior” in cui parla di paradossi della razionalità, teoria del metagioco e comportamenti politici. 

Non bisogna dimenticare, però, che Howard ha usato il termine metagame nel contesto della guerra fredda, utilizzandolo come alternativa al cosiddetto dilemma del prigioniero, un metodo usato per molti anni durante la fase di piena espansione della teoria dei giochi.

All’inizio del nuovo millennio, in occasione della Conferenza degli sviluppatori di giochi, l’autore Richard Garfield ha dato una nuova interpretazione del metagioco, mettendo a fuoco gli obiettivi per la nuova generazione e definendolo “la maniera in cui il gioco interagisce con la nostra vita”.

Il metagame oggi

Oggi si usa il termine metagame per descrivere le strategie adottate tendenzialmente in un determinato gioco.

Di solito, il metagame si applica ai giochi di carte o a quelli di carte collezionabili, ma può essere impiegato anche nei giochi multiplayer a squadre, in cui certi tipi di campi di battaglia e arene possiedono addirittura il proprio metagioco.

In genere, sono gli stessi sviluppatori a influire sul metagame. Questo avviene perché spesso gli editori apportano modifiche e miglioramenti alle carte, alle arene o a interi campi di battaglia.

Basti pensare alle espansioni di gioco, le quali prevedono funzioni inedite non solo di carte e personaggi in-game, ma anche di oggetti o armi, come nel caso degli ultimissimi giochi MMO.

Il metagame negli RPG

Nell’ambito dei moderni giochi RPG, invece, con metagame ci si riferisce comunemente all’uso che un giocatore fa degli aspetti più conosciuti di un gioco.

Si parla di metagame quando un giocatore usa un determinato personaggio per completare azioni in-game che conosce alla perfezione, ma che quel personaggio non potrebbe mai sapere.

Immagina la scena: un giocatore scopre la strategia a lungo termine del Game master, adattando i propri comportamenti in-game in funzione di quanto già sa, spianando così la strada al suo personaggio. Ebbene, questa può essere considerata a tutti gli effetti una forma di metagame.

Il metagame ha applicazioni anche nei picchiaduro. Di solito avviene quando, nella schermata degli abbinamenti dei personaggi, devi decidere con quale combattente schierarti.

Prima di scegliere un combattente, hai tutto il tempo di valutare i punti di forza e di debolezza di ogni tuo avversario. Così facendo, saprai neutralizzare facilmente i loro punti di forza e far leva sui i loro talloni d’Achille.

Per contrastare questo fenomeno, però, alcuni dei titoli di eSport più impegnativi hanno deciso di imporre una selezione alla cieca, in modo da rendere ancora più casuale la scelta dei combattenti. Il metagaming è pertanto molto limitato all’interno delle meccaniche di gioco, costringendo il giocatore a contare solo sulle proprie forze.

Il metagame è sempre valido e voluto dagli sviluppatori?

La risposta è… sì e no. Come per qualsiasi altra cosa, dipende dal contesto in cui è usato. Nel circuito professionale dei videogiochi, come ad esempio gli eSports, il metagame rappresenta il punto più alto della prestazione, in cui i gamer pro possono adottare nuovissime strategie e sfruttare equipaggiamenti esclusivi.

Tuttavia, il confine è molto labile, visto che spesso il metagame scatena subito reazioni negative da parte di alcuni giocatori. Se sai già come streammare su Twitch, fantastico! Ma ricorda che le insidie sono dietro l’angolo. Uno dei metodi più diffusi e forse più scorretti del metagaming, infatti, è lo stream sniping, ovvero quel fenomeno in cui ci si intromette nella diretta di un altro giocatore al fine di ottenere informazioni sensibili da usare durante una partita.

I malintenzionati riescono a intrufolarsi nelle dirette su Twitch dei loro avversari per scoprire le loro posizioni e mosse all’interno del gioco. Nell’ambito dei circuiti professionali, questo non può che avere conseguenze negative per chiunque venga colto in flagrante. Pena, l’esclusione da alcuni giochi.

Ma non sempre c’è dietro uno stream sniper! Molto spesso i bug appaiono dal nulla.

Se bazzichi nell’ambiente da un po’, saprai certamente che i bug sono ormai all’ordine del giorno nell’ambito dello sviluppo di giochi. Ci sono stati casi in cui alcuni giocatori hanno scovato dei bug prima degli sviluppatori, sfruttando così alcuni problemi tecnici. Bug e problemi simili vengono quasi sempre scoperti per pura coincidenza.

È difficile credere che esistano giocatori disposti a spingersi oltre ogni limite, pur di “craccare” il codice di un gioco. Allo stesso tempo, è pur vero che alcuni giocatori si allenano a pensare come veri e propri sviluppatori, usando questo approccio per migliorare il proprio metagame.

Esiste comunque una via di mezzo, ovvero i giocatori che approfittano delle meccaniche di gioco per ottenere qualche tornaconto personale all’interno del gioco.

Ad esempio, in alcuni giochi di corse, si può utilizzare uno speed boost, ovvero un aumento di velocità breve, che alcuni giocatori chiamano “snaking”. Questi mini-turbo possono essere eseguiti ininterrottamente nei circuiti semplicemente continuando a slittare.

Il significato di metagame, dunque, può variare in base al genere. Nel caso dei giochi di avventura, infatti, i giocatori hanno sperimentato già da un po’ una tecnica chiamata “kiting”, che consiste nel condurre gli avversari controllati dall’IA nelle proprie posizioni strategiche, uccidendoli senza troppe difficoltà. 

È giusto giocare sapendo di avere un vantaggio?

Per certi versi, il mercato videoludico sta diventando un posto sempre più “affollato”. Grazie a un bacino sempre più ampio di utenza per i propri giochi, è chiaro che, per far emergere i propri titoli, gli sviluppatori debbano ricorrere a un metagame più efficace ed equo.

A ogni modo, la sensazione è che, usato con un po' di buon senso, il metagaming possa essere una valida risorsa sia per i titoli a pagamento che per quelli gratuiti.

Grazie a gameplay sempre più coinvolgenti, non stupisce sapere che la nuova generazione di giocatori dedichi sempre più tempo ed energie ai suoi giochi preferiti.

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