Intervista a Boombl4, Pro di CS:GO di Navi

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Kirill Mikhailov è russo ed è un giocatore professionista di CS:GO dal 2017. Conosciuto per il suo alter ego Boombl4, Kirill giocava con team del calibro di Winstrike e Elements Pro Gaming prima di approdare alla NAVI nel 2019.

Guarda il video o continua a scorrere per l'intera trascrizione dell'intervista qui sotto!

Ciao, ti diamo il benvenuto! Il nostro ospite di oggi è Boombl4. Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio. Iniziamo!

Boombl4! Spesso i tuoi fan pronunciano male il tuo nickname, specialmente quelli anglofoni. Raccontaci cosa significa per te e in generale.

È legato a un momento acceso avvenuto durante la League of Legends. Ne stavo parlando per sfogarmi, quando qualcuno mi ha chiamato così. Me ne innamorai subito, quindi l'ho scelto come nickname. Ora è diventato una specie di marchio di fabbrica. Per molti la pronuncia è difficile perché in russo abbiamo la lettera 'ы' che, però, non esiste in molti alfabeti. Quindi spesso la gente vede una "b" e una "l". Mi chiamano in mille modi.

Puoi dircene un paio?

Bumbleble, Bombich…ce n'è un'infinità.

Sembrano carini anche questi. Puoi sempre usare quelli se mai dovessi stancarti di quello che hai adesso. Giochi da professionista ormai da più di cinque anni. Raccontaci com’è stato questo periodo. Com'è cambiato il tuo gioco? Com'è in questo momento? Da dove hai cominciato?

È difficile dare una panoramica esauriente. Innanzitutto, passavo un mucchio di tempo a giocare. Poi mi sono unito a un team di professionisti.
Ne ho fatta di strada: agli inizi ero solo un semplice giocatore, ma poi mi sono cimentato nel ruolo di capitano. Successivamente sono passato al mio team attuale e sono diventato capitano qui. Sono successe tante cose.

Nell'arco della tua carriera, avrai sicuramente avuto alti e bassi. Ti va di condividerli con i tuoi fan?

Dunque, per quanto riguarda gli alti… Il primo è stato quando il mio team è riuscito a piazzarsi nella top 5 degli 8 team in classifica a un torneo Major. Poi ci sono stati due importantissimi tornei che ho vinto col mio team attuale.

Uno era quello di LAN a Katowice. È stato uno dei momenti più belli della mia vita: era il primo torneo LAN con in palio dei montepremi pazzeschi. E ho vinto io! Ci hanno anche dato una coppa, ma purtroppo non c'erano i fan con cui festeggiare nell'arena. È stato davvero fantastico. Poi c'è stato il torneo BLAST che abbiamo vinto online. Questi sono stati i momenti più straordinari della mia carriera.

E sui bassi…che dire? Ci sono sempre stati. Succede a tutti i team, senza eccezioni. Qualche volta non abbiamo ottenuto buoni risultati. Dobbiamo solo continuare ad allenarci e a migliorare.

C'è qualcosa che è cambiato in te, nel tuo stile di gioco, o nel tuo atteggiamento nei confronti del gioco negli ultimi cinque anni?

Ma certo. Più giochi e meglio comprendi quali mosse fare. Si impara dagli errori. Devi prendere ogni allenamento e ogni torneo come un'esperienza sempre nuova. Ogni occasione è buona per perfezionarti.

Se potessi riavvolgere il nastro e darti qualche dritta su come giocare o come comportarti con i tuoi compagni di squadra, o qualunque altra cosa ti venga in mente, cosa consiglieresti a te stesso?

Forse di analizzare di più il mio stile di gioco agli inizi, in modo da ottenere risultati migliori e più velocemente. A quel tempo, non prestavo molta attenzione al lavoro di squadra e quel genere di cose. Naturalmente capivo che era una cosa fondamentale, ma costruivo il gioco intorno alle mie azioni individuali. Per raggiungere livelli sempre più alti, devi saper analizzare il gioco e capire a più ampio raggio quello che chiamiamo gameplay.

Senza dubbio, non tutti i nuovi arrivati lo capiscono. Fa parte della crescita. Quindi va bene così. Com'è giocare alla NAVI rispetto ad altri team? Non ne hai cambiati molti, ma comunque ne hai girato un paio.

Beh, ho giocato con tre team: EPG, QBF e Winstrike che ho aiutato a metter su. Ma qui alla NAVI è davvero straordinario perché ci sono tutti i migliori giocatori di CSI. Hanno partecipato a una miriade di tornei. Ne hanno vinti molti o perso, quasi sempre, durante la finale dei Major. Hanno un sacco di esperienza alle spalle. È per questo che sono stato molto contento di unirmi a loro.

Electronic, alias Denis Sharipov, mi ha aiutato moltissimo all'inizio. Quando sono arrivato, spesso gli suggerivo delle cose. Lui mi spiegava perché, in quello stadio, non avrebbero funzionato. Qualche volta mi prendeva in giro ma questo mi ha spronato a migliorare e capire meglio il gioco. L'ambiente è fantastico. Insomma, qui c’è la crème de la crème. Capiscono il gioco più di chiunque altro. Ecco perché è bello stare qui.

Raccontaci del tuo ruolo da in-game leader: è un ruolo che porta con sé molta responsabilità, giusto? Come ci sei arrivato? È stato il ruolo stesso ad ispirarti?

Ho deciso di diventare capitano dopo che il mio secondo team, Winstrike, ha perso per 0 a 3 a un Major. Mentre giocavo quelle partite, sapevo cos'era andato storto. Ma allora ero solo un giocatore. Dopo una dura sconfitta come quella, ho deciso di assumere il ruolo di capitano. L'ho trovato subito molto interessante. È cominciata più o meno così. Dopo di che, me ne sono innamorato.

Ma cos'è che ti piace di più? Avere delle responsabilità? Coordinare e guidare la squadra, sì. Il mio compito è quello di analizzare ogni dettaglio, seguire i meta e preparare la squadra per le gara. In sostanza ho mucchio di compiti.

Cos'è che ti piace di più del ruolo? E quali sono i suoi vantaggi?

Direi che è intrinseco nel ruolo stesso: essere capitano ti aiuta a migliorare come giocatore perché capisci cosa succede sulla mappa e così via. E ti aiuta da un punto di vista individuale. L'altra domanda era: cosa mi piace? Non saprei. Forse che sono io a guidare la squadra. So che non posso arrendermi, il che significa che devo spronare il mio team fino alla fine. Mi piace questo.

Sapresti illustrarci le qualità indispensabili per un in-game leader di prim'ordine? Magari qualche tuo fan giocatore, che ci sta ascoltando, starà pensando: “come faccio a diventare un in-game leader”? Potresti rispondergli: "Se hai questa o quella qualità, è possibile".

Beh, devi essere parecchio scaltro e avere un carattere forte. Così da poter dire al tuo team la cosa giusta al momento giusto. Ti servono delle spiccate doti di leadership e anche di pensiero analitico. E poi, naturalmente, devi lavorare sodo. Una forte leadership e duro lavoro: queste sono le due qualità indispensabili.

Quali sono le difficoltà che il team sta affrontando al momento, e come pensi di risolverle?

Non lo definirei un vero e proprio problema, ma il programma previsto per i prossimi due tornei è leggermente cambiato. Dobbiamo preparare una serie di mappe sulle quali B1T, alias Valeriy Vakhovskyi, (new entry del team) non ha mai giocato prima.

È complicato mantenere il livello alto su sei mappe, mettiamola così. Perciò il vero problema è la mancanza di tempo. Preparare più mappe nello stesso momento non è proprio il massimo. Ma faremo del nostro meglio per i prossimi due tornei, ovvero DreamHack e RMR. Dobbiamo memorizzare le mappe, provare qualche tattica per manipolare gli avversari, e giocare a quelle su cui ci siamo allenati parecchio.

Sembra complicato, ma ti auguro tanta fortuna in questa difficile fase di preparazione, e ti ringrazio per aver risposto con sincerità.

Figurati.

Bene, riprendiamo! I tuoi fan saranno curiosi di saperne di più. Raccontaci com'è nata la tua passione per i videogiochi.

Non so di preciso. Sin da bambino adoravo giocare alla PlayStation. Poi mio zio acquistò un computer. Adoravo giocare all’CS 1.6. È iniziata così. La mia passione per il gaming dura da una vita, fin da quando andavo a scuola.

Da piccolo mi piaceva giocare all'aria aperta, ma poi hanno demolito la mia area giochi preferita dove giocavo sempre a calcio.
È stato dopo questo evento che ho cominciato a giocare parecchio ai videogiochi.

Vedi, i tizi che hanno tirato giù l'area giochi sono stati determinanti per la tua carriera negli eSport! Ed è proprio su questo che verte la mia prossima domanda: qual è stato il momento preciso in cui hai deciso di diventare un giocatore professionista?

Quando ho scaricato CS:GO, non so, c'ho giocato per un anno intero, forse per 2000 o 3000 ore. Poi ho scoperto l'esistenza dei team di professionisti, dei tornei, dei viaggi, ed è lì che mi sono detto: "Caspita! Tutto questo è straordinario!"

Così mi sono dato una possibilità. Volevo mettermi in gioco, e capire se ero in grado di raggiungere quel livello. E così è stato. Ho cominciato a dedicare anima e corpo al gaming, provando a fare del mio meglio.

Qual è stata la parte più difficile del passaggio da giocatore amatoriale a professionista?

Di sicuro, trovare persone pronte a rischiare di farti entrare nel loro gruppo quando sei ancora alle prime armi. All’inizio, hai bisogno di persone che ti aiutino a crescere. Allora non ne avevo la più pallida idea di cosa o come migliorare. Fino a quel momento, mi ero solo concentrato sul gioco individuale.

Quindi ero alla costante ricerca di persone che mi aiutassero a capire le dinamiche del gioco di squadra, nonché persone che contribuissero alla mia crescita di giocatore singolo.

Ricordi la partita più difficile di tutte? Non necessariamente con i NAVI. La partita più sofferta della tua carriera e della tua vita.

La partita più sofferta, o per lo meno la più impegnativa psicologicamente, è quando sono arrivato per la prima volta ai play-off a un Major.

Intendi i quarti di finale contro i NAVI?

Esatto, contro i NAVI. Erano i quarti di finale. In passato, avevamo già affrontato un torneo contro di loro. E abbiamo perso. Sapevamo che non ci temevano affatto. Per ovvie ragioni, per carità. Grazie alla nostra grande forza di volontà, avevamo battuto chiunque nelle partite BO1. Poi qualcosa è andato storto. Insomma, credevamo di farcela. Ma quando abbiamo iniziato a giocare, abbiamo capito che ci stavano facendo a pezzi. È stato un duro colpo.

Se non sbaglio, durante quella partita, il gamer di CS:GO dei NAVI, flamie, alias Egor Vasilyev, ha battuto un nuovo record di kills.

Sì, esatto. È stato davvero difficile. Qualunque cosa provassimo a fare, loro sparavano meglio.

Ti saresti mai aspettato di far parte proprio dei NAVI in un secondo momento? Voglio dire, ci avevi mai pensato?

All’epoca, sognavo di giocare nella stessa squadra di Ego, flamie. Ma, in generale, ero molto attratto dai NAVI. Era la federazione migliore dove convogliavano tutti i migliori giocatori che partecipavano ai più prestigiosi tornei. Era lì che puntavo ad arrivare sin dall'inizio.

Sapresti indicarci il tuo miglior compagno di squadra, quello con cui hai instaurato un legame particolare? E l'avversario più temibile? In poche parole, l'osso duro per cui si prova profonda stima.

Vediamo…il miglior compagno di sempre è stato... sai, ce ne sono stati parecchi, non riesco a sceglierne uno. È difficile dirlo. Alla QBF, la persona con cui mi trovavo meglio era Kvik, alias Aurimas Kvakšys. Alla NAVI, non lo so, mi piace giocare un po' con tutti. Di sicuro, ho sempre avuto un rapporto più stretto con Egor. Quindi, forse… Penso di averlo già detto che flamie è anche uno dei miei migliori amici. Perciò credo che sia lui. E la seconda parte della domanda…l'ho dimenticata...

L'avversario più temibile? Quello che, più di altri, ti ha dato filo da torcere. Ci deve essere un giocatore in particolare.

I migliori avversari suppongo siano gli Astralis. Quando sono arrivato alla NAVI, gli Astralis erano sempre in pole position e vincevano tutti i tornei.

C'era qualcuno che temevi in particolare?

Giocare contro dupreeh, alias Peter Rasmussen, è stata una bella gatta da pelare perché, tra tutti loro, dupreeh è il più…

Imprevedibile?

Sì, esatto. Voglio dire, ognuno ha il proprio modus operandi, ma ciò che più mi infastidiva di lui è che spesso faceva cose che non ti aspettavi.

Come infrangere le regole del gioco.

Esatto, lui era così. Riusciva a stare fuori dal mirino con delle granate. Non era come gli altri quattro. Quindi era quello più difficile contro cui giocare. Era uno dei miei giocatori preferiti quando ho iniziato a giocare.

Beh, i conti tornano. La mia prossima domanda riguardava proprio il miglior team con cui tu abbia mai giocato, ma penso di sapere già la risposta. Astralis, è corretto?

Intendi dire la migliore contro cui abbia mai giocato?

Sì, la migliore in quanto squadra avversaria.

Beh, sì. All’epoca, ero determinato a battere chiunque, ma loro hanno dominato le gare per così tanto tempo. Naturalmente, ci sono state anche tanti altri team forti.

Ad esempio, abbiamo sempre avuto qualche difficoltà a giocare contro i Vitality. Ci sono state delle partite contro di loro, prendi quella all'EPICENTER, dove abbiamo vinto la prima mappa 16:3, ma poi abbiamo perso le due successive, ovvero16:4 e 16:5. Le partite contro di loro erano sempre avvincenti, quindi direi che anche i Vitality sono stati un bello scoglio.

Sapresti raccontarci l'incidente più divertente o bizzarro che ti sia mai capitato nell'arco della tua carriera negli eSport? Magari qualche aneddoto durante un torneo LAN o un bootcamp? Qualunque cosa ti venga in mente.

Credo di aver già raccontato questa storia. Ho sempre pensato che fosse la tattica più fantasiosa mai scovata dal nostro coach. È successo durante un torneo Minor, in Romania. Quello era il mio primo torneo in assoluto. Noi eravamo alla seconda posizione, il che ci avrebbe tranquillamente fatti passare a un Major. Mentre il terzo posto avrebbe comportato l'esclusione definitiva dal torneo.

Avevamo già perso la prima mappa, che, tra le altre cose, avevamo scelto noi. Così il coach si è fatto avanti e ci ha detto: D'accordo, ragazzi. Perderemo questa partita, va bene, l'accetto. Ma il fatto che stiano insultando noi, le nostre famiglie e i nostri amici… E noi: "Cosa? È questo quello che urlano i cori laggiù?" Così abbiamo iniziato…

Contro chi giocavate?

I Team Spirit. Così abbiamo cominciato anche noi a lanciare insulti durante la seconda mappa. Pensa che gli organizzatori del torneo vennero persino a dirci che ci avrebbero squalificati. I Team Spirit cominciarono, a loro volta, a ricoprirci di insulti.

Dunque, avevano cominciato loro? O è stata una mossa del vostro coach?

È stato il coach, ma noi non sapevamo se ci stessero veramente insultando. Ad ogni modo, credevamo di sì quindi abbiamo risposto. Alla fine, li abbiamo battuti. Il coach venne a dirci che non avevano urlato nulla e che lo aveva fatto solo per spronarci.

Un genio. Chi era il vostro coach?

Iksou, alias Dmitriy Mikhailichenko. Facemmo una pausa prima della terza mappa. Poi ci fu uno scambio di battute con waterfaLLZ, alias Nikita Matveyev.

Hai avuto conflitti con lo Team Spirit dopo?

Onestamente non ricordo bene, proprio come tutti gli altri, Facemmo una pausa prima della terza mappa. Poi ci fu uno scambio di battute con waterfaLLZ, alias Nikita Matveyev. Poi all'hotel…

Onestamente non ricordo bene, proprio come tutti gli altri, ma alla fine ho porto le mie scuse. Non sono sicuro che abbiano capito. Ma non credo serbino ancora rancore.

Dubito che abbiano accettato le vostre scuse dal momento che loro non sono passati al Major, mentre voi sì. E siete andati anche ai play-off! Quindi ha funzionato. È questo ciò che conta veramente.

Boombl4, è cosa ormai risaputa che gli atleti abbiano diversi rituali e che, in generale, sono piuttosto scaramantici. Tu sei scaramantico? Conosci qualcuno nell'eSport che lo è in modo particolare? Segui qualche rituale o cose del genere?

Non lo definirei un vero e proprio rituale, ma evito di mangiare prima di ogni partita ufficiale. Non so, funziona. Non è un rituale, ma, in qualche modo, mi aiuta. Penso che serva a ordinare i pensieri, a prendere decisioni più ponderate, a essere più reattivo, meno passivo.

Quindi non sei scaramantico?

A conti fatti, direi di sì. Ma non posso dire di seguire dei rituali particolari.

Perfetto. Quanto tempo impieghi per prepararti mentalmente alle partite ufficiali?

Non so, di solito non mi preparo mentalmente prima di ogni gara ufficiale. Siamo seguiti da uno psicologo, Gleb, che lavora con noi. Spesso ci dà una mano prima di una partita. Ad esempio, ci prendiamo del tempo per entrare nello spirito giusto o magari facciamo qualche seduta individuale con Gleb nei giorni precedenti la partita.

Abbiamo anche un altro psicologo in questo momento. Ci stiamo lavorando poco alla volta. Ma se ti riferivi a una preparazione specifica prima di ogni singola partita, non facciamo nulla del genere. Penso che se cominci a dare troppa importanza a ogni singola partita, ti innervosisci soltanto.

Ricordo che in occasione dell'ultimo bootcamp in cui hai gareggiato, o forse era quello precedente, avevi con te dei tappetini o cose simili. In sostanza l'attività fisica faceva parte della fase d'allenamento. E ora? Continui a seguire rituali del genere?

Beh, durante il bootcamp di quest'anno, non ricordo di aver visto qualcuno fare allenamento. L'importante è che l'intero team fosse in forma prima del torneo. Eravamo più concentrati sull''allenamento al gioco piuttosto che sulla forma fisica, ad esempio, passavamo parecchio tempo insieme, e lavoravamo su vari aspetti.

Ti va se ci soffermiamo ancora un po’ sul tema della preparazione al gioco? Passi molto tempo sull'analisi e le tattiche di gioco? Magari attraverso i demo?

Prima di ogni partita ufficiale, io e Andrey Gorodenskiy, il coach di CS:GO di NAVI, ovvero B1ad3, ci incontriamo per studiare gli avversari da cima a fondo. A volte fino a cinque o sei ore. Dipende da che ora inizia la partita o da quanto tempo abbiamo a disposizione dopo la fase dell'allenamento. Lo facciamo sempre.

Se potessi, cosa cambieresti attualmente negli eSport? Compreso CS:GO.

Preferirei non pensarci in questo momento. Io sono un semplice giocatore, quindi lascio i cambiamenti a qualcun altro. Noi vogliamo solo divertirci e far divertire.

Suvvia, ti do un suggerimento. Potresti fare in modo che la Valve non penalizzi i team per via di alcune sostituzioni durante i tornei RMR.

O che i LAN si facciano vivi.

Questo non dipende dall'eSport però. Ma dai governi.

Già.

Quali piani hai in cantiere per quest'anno? Forse hai dei piani a lungo termine? Cosa ti viene in mente?

Intendi piani che riguardano il lavoro o in generale?

Sì, in relazione alla tua carriera.

Dunque, mi piacerebbe diventare il team numero uno in assoluto e mantenere il primato a lungo, e ovviamente raggiungere la stabilità. Per quanto riguarda la vita privata, mi piacerebbe fare una vacanza di un anno. Andare in un posto vicino al mare o all'oceano, un'isola, chissà. Questi sono i miei piani. Mi piacerebbe anche acquistare un appartamento nuovo. Ma tutto questo è ovviamente impossibile senza le cose che ho citato prima: tornei, vincite e buoni risultati.

Qual è l'aspetto principale del tuo stile di gioco che ti piacerebbe cambiare o migliorare?

Vorrei avere più autocontrollo. A volte mi infervoro un po' troppo facilmente. Prendo decisioni d'impulso, e ciò può nuocere al team.

Quanto è importante la sinergia di squadra per vincere? Hai presente il detto “l'unione fa la forza”?

Ma certo, è così. Fare il lavoro di squadra ed essere in sintonia coi compagni rappresentano una marcia in più durante i momenti cruciali del gioco. Il gioco di squadra è la cosa più importante.

Come si forma questa sintonia? Come ci si comporta, ad esempio, quando arriva una new entry nel team?

Bisogna giocare insieme quanto più possibile. Giocare le partite d'allenamento, allenarsi e giocare, giocare e allenarsi. Così facendo, se ti ritrovi in un vicolo cieco su una mappa, sai che tutti pensano alla stessa maniera. È così che si costruisce il vero gioco di squadra perché tutti i componenti capiscono cosa sta succedendo e, di conseguenza, sanno come comportarsi. Essere costantemente sulla stessa lunghezza d'onda è una delle cose più difficili da raggiungere. Se un team riesce in questa impresa e diventa una cosa sola, allora è imbattibile.

Racconta ai tuoi fan qualcosa che nessuno conosce di te.

Non saprei. Dico tutto a tutti quindi non saprei come rispondere.

Mi stai forse dicendo che non hai segreti?

No, non ne ho.

Qual è stata l'esperienza di gioco che più ti ha influenzato?

L'esperienza di gioco… Che più mi ha influenzato… Beh, non è semplice sceglierne una sola. Credo siano le sconfitte più amare quelle più indelebili. Per noi, è stato durante una finale in cui abbiamo perso sia contro i Vitality che gli Astralis. Un boccone davvero amaro. Ma sono sconfitte di quel tipo che danno la carica e ti fanno riflettere.

Qual è la più grande difficoltà del momento nella tua carriera o nella vita? C'è qualcosa che ti tiene sulle spine?

Sì, momenti difficili… Tutti hanno dei momenti difficili. Non esiste qualcosa che mi tiene sulle spine. Non so, credo che si debba semplicemente continuare a dare il massimo nel lavoro. Il tempo vola e devi sempre migliorarti, e cercare di rientrare in quelle classifiche.

Quale strada avresti intrapreso se non fossi diventato un giocatore professionista?

Volevo fare il dentista ma anche il fisioterapista o l'avvocato. O forse il musicista. Ci ho riflettuto solo quando sono diventato un gamer. Ho meditato su altre potenziali carriere solo dopo la scuola, quando non lavoravo ancora da professionista.

I dentisti inducono dolore alle persone.

Sì, ma non è una tragedia. La gente ti ringrazia sempre dopo.

E ti dà anche 40.000 dollari per delle faccette nuove.

Già, di sicuro sarei in vacanza in questo momento! Perfetto.

Secondo te, qual è il videogioco più sottovalutato uscito negli ultimi 20 anni? E per quale motivo. In generale…

Il videogioco più sottovalutato degli ultimi 20 anni?

Esatto.

Non saprei. È una scelta complicata. Ogni videogioco ha qualcosa di speciale che piace alla gente. È davvero troppo difficile sceglierne uno.

Va bene. Grazie mille per l'intervista e per essere stato con noi.

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