Perché ci piace tanto giocare a fare la guerra?

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La guerra non è divertente.  È un'affermazione su cui siamo tutti d'accordo.

Essere un soldato durante una guerra è un compito difficile da sopportare, che non si può prendere alla leggera. La guerra è complessa, esigente e pericolosa. Nessuno combatte per divertimento.

Ma allora... se non c'è nulla di divertente nella guerra – e se, come disse una volta un grande uomo, la guerra è sempre uguale –, perché ci piace tanto giocare a fare la guerra?

Da dove proviene questo desiderio che tanto ci entusiasma di indossare gli stivali infangati di un soldato della seconda guerra mondiale, di afferrare un fucile al plasma di un marine dello spazio o di inviare le truppe vichinghe a sferrare un sanguinoso attacco?

Perché giochiamo a giochi di guerra?

Ci sono svariate ragioni, ma ciò che ci interessa maggiormente sono i pensieri, i sentimenti e le emozioni che ci fanno voler giocare a giochi di guerra. Naturalmente, prima di scendere nella psicologia e di affrontare le forze dell'oscurità, bisogna definire che cosa sia un gioco di guerra.

Che cosa sono i giochi di guerra?

Secondo un articolo dell'Università della Virginia, tutti i giochi di guerra hanno le stesse tre caratteristiche:

  • L’Aspetto della guerra
  • L'Aspetto del gioco
  • L'Aspetto della simulazione

L'aspetto della guerra

Non tutti i giochi di guerra si incentrano sulla guerra.

In parte, ciò che rende un gioco di guerra tale è la simulazione dell'"attività di guerra" e l'uso del relativo gergo.

A pensarci, ha perfettamente senso. Solo i giochi che rappresentano l'atto di guerra, non necessariamente in modo realistico, possono definirsi giochi di guerra. Il gioco di guerra online non può esistere senza la guerra stessa.

L’aspetto del gioco

Non tutte le simulazioni di guerra possono o devono essere classificate come "giochi di guerra".

Ad esempio, le manovre militari possono essere una simulazione di guerra, ma non hanno molto a che fare con i giochi. 

Se l'aspetto precedente sottolineava l'idea che un gioco di guerra debba riguardare la guerra, quest’aspetto sottolinea che un gioco di guerra deve essere un gioco reale.

I giochi di solito obbligano i partecipanti a competere tra loro o a cooperare contro un nemico comune, e questo, a sua volta, obbliga i giocatori a pensare creativamente e a proporre nuove strategie per raggiungere il loro obiettivo.

Se una simulazione promuove il pensiero strategico, allora possiamo considerarla un gioco.

L’aspetto della simulazione

I buoni giochi di guerra simulano in qualche modo ciò che la guerra è nella realtà.

Lo fanno a vari livelli di realismo, ma, per definizione, quando si gioca a fare la guerra si deve dare un'idea del mondo della guerra (tranne la parte della morte reale). Dalla pianificazione strategica alle condizioni che una persona può dover affrontare durante una guerra, il gioco simula la situazione in maggior o minor misura.

La maggior parte dei giochi non si focalizza sul mostrare ai giocatori come combattere una guerra o guidare un esercito, ma ciò è un sottoprodotto di qualsiasi gioco di guerra che si consideri tale.

I tre aspetti della guerra

L'esercito americano, come altri eserciti di tutto il mondo, ha sempre apprezzato la simulazione offerta dai giochi di guerra, tanto da aver sviluppato un gioco di guerra come strumento di formazione e di arruolamento delle reclute.

Ciononostante, non tutti i giochi di guerra tentano di simulare la realtà. Ad esempio, chi gioca a giochi medievali non ha la pretesa di imparare a costruire un castello e a difenderlo da un esercito invasore.

Ciascun gioco di guerra mostra tutti e tre gli aspetti descritti in precedenza, senza che ciò significhi che tutti e tre siano rappresentati in egual misura. In generale, solo un aspetto dei tre tende a prevalere. Quanto più è chiaro l'aspetto ludico del gioco, tanto meno tenderà alla simulazione e viceversa.

I giochi di guerra MMO fantasy, ad esempio, funzionano benissimo come giochi e trattano il tema della guerra, ma non si distinguono per quanto riguarda l'aspetto della simulazione della guerra. Tuttavia, li si considera comunque giochi di guerra.

La storia dei giochi di guerra

I giochi di guerra esistono da secoli.

Giochiamo a fare la guerra da quando qualcuno prese un mazzo di carte e inventò il famoso gioco di carte Guerra, non si sa bene quando. Da allora abbiamo finto di essere in guerra con tutti i mezzi immaginabili, dalle lettere ai giochi da tavolo e ai videogiochi.

Il primo videogioco sulla guerra è stato Spacewar!. Era un gioco di combattimento spaziale sviluppato nel 1962 per il minicomputer PDP-1. Casualmente, Spacewar! è anche uno dei primi videogiochi della storia, il che la dice lunga sulla natura umana e sui giochi che ci piacciono.

Tuttavia, il primo gioco di guerra risale al febbraio 1980 e aveva il nome di Computer Bismarck.

Computer Bismarck era un gioco di strategia a turni in cui i giocatori controllavano le forze britanniche e combattevano contro la corazzata Bismarck e altre unità tedesche. La parte tedesca era controllata da un altro giocatore o da una IA denominata "Otto Von Computer".

Come si può vedere nell'immagine, Computer Bismarck non era nulla di che... si fa addirittura fatica a distinguere il Regno Unito (a destra) o l'Islanda (nella parte superiore) su un oceano Atlantico di colore viola.

"Computer Bismarck" fu il primo gioco di guerra

Da allora, i giochi di guerra hanno fatto passi da gigante e sono diventati uno dei generi più popolari. Il boom degli sparatutto in prima persona negli anni '90 ha lasciato il posto a franchising più riusciti come Call of Duty, Battlefield e Wolfenstein. Questi ultimi hanno contribuito alla ricorrenza del tema della guerra nei videogiochi. Il tema è così popolare che esiste persino un gioco chiamato Darksiders in cui si gioca come personificazione stessa della guerra.

Oggi esistono giochi di guerra in tutti i generi e per tutti i dispositivi, da avventure narrative a giochi sparatutto in stile militare pieni di esplosioni su dispositivi mobili. Eppure, esiste eccome un genere che si concentra quasi completamente sul concetto di guerra: quello di strategia. Sia la strategia a turni sia i giochi di strategia in tempo reale hanno fatto approdare i giochi di guerra sui computer di tutto il mondo per anni, con titoli come Command & Conquer, Total War e WarCraft.

Questi ultimi hanno portato alla nascita dei giochi di strategia MMO, dove un gran numero di giochi di guerra moderni ha trovato finalmente il suo pubblico.

Giocare ai giochi di guerra online ci rende persone migliori

Perché ci piace giocare a fare la guerra nei videogiochi? Per la sfida e la soddisfazione di sopraffare i nostri nemici (virtuali).

A noi esseri umani piace la competizione. Non ci interessa essere buoni. Ci interessa essere migliori.

Secondo uno studio della Harvard T.H. Chan School of Public Health, quasi la metà dei partecipanti ha dichiarato che preferirebbe guadagnare 50.000 dollari in un mondo in cui il salario medio è pari a 25.000 dollari o 100.000 dollari in un mondo in cui la media è pari a 200.000 dollari.

Allo stesso modo, lo studio dimostra che le persone preferivano avere un vantaggio relativo piuttosto che uno assoluto. In altre parole, le persone vogliono essere più intelligenti e più belle dei loro amici e compagni di lavoro, ma non le più intelligenti e attraenti del mondo. 

Vogliamo essere migliori dei nostri simili, e questo è un tratto fondamentale dell'essere umano.

Quindi, nei giochi di guerra online che hanno lo scopo di sconfiggere altri giocatori attraverso una combinazione di strategia, logica e perspicacia, non ci interessa davvero se siamo bravi in generale. Vogliamo essere migliori della persona dall'altro lato dello schermo.

Siamo costantemente in competizione per essere migliori l'uno dell'altro

In altre parole, vogliamo essere pesci grossi in un piccolo stagno.

Naturalmente, man mano che si procede nel gioco, lo stagno aumenta gradualmente. Ciononostante, i giocatori veramente esperti cresceranno allo stesso ritmo per continuare a essere il pesce grosso.

Un cocktail di ormoni ed emozioni

Un'altra ragione per cui ci entusiasma tanto giocare ai giochi di guerra, oltre al fatto che mettono alla prova le nostre abilità di logica, strategia e pianificazione, è che fanno appello ai nostri istinti più basilari. 

Come suggerito in un estratto di NPR , sono due le cose che rendono una situazione o una narrazione più allettante: il sesso e la violenza.

Secondo il professor Douglas Gentile dell'Università dell’Iowa, i giochi di guerra e gli sparatutto causano il rilascio nel flusso sanguigno di un cocktail di ormoni dello stress, come il cortisolo, la noradrenalina e il testosterone. Si tratta degli stessi ormoni che si produrrebbero se ci trovassimo in una situazione di vera e propria lotta. Nella maggior parte dei casi è uno dei benefici dei videogiochi.

In una situazione reale, il corpo utilizzerebbe questi ormoni per creare una risposta di attacco o di fuga. Tuttavia, come sottolinea Gentile, sono ormoni che ci eccitano e che rendono un gioco più attraente ai nostri occhi. 

"Quando sai che sei al sicuro, avere questa sensazione realistica di stress può essere divertente", spiega Gentile.

Questa teoria è confermata da Megan Zlock di iStrategyLabs, che afferma che una storia rimane maggiormente impressa e viene assorbita meglio se si aggiunge alla miscela un elemento di pericolo.

"Se vuoi che la tua storia sia efficace, devi generare un conflitto, e la violenza è un modo davvero facile per farlo", ha detto Zlock. 

La violenza è uno stimolo che, quando si attiva nel contesto adeguato, può essere estremamente eccitante. È chiaro che questo si verifica quando i giochi di guerra online sono coinvolgenti. Sei all’interno di in uno scenario di guerra, il tuo corpo è teso per lo stress della competizione e per il desiderio di vincere, e il tuo cervello reagisce in modo adeguato a queste circostanze.

Controllare una situazione del genere può dare un senso di potere vertiginoso, soprattutto quando sconfiggi un altro giocatore. Se a questo aggiungiamo gli ormoni dello stress, viene fuori un cocktail che sarai più che disposto a bere per ore e ore.

Perché giochiamo a fare la guerra

Queste, in breve, sono le ragioni per cui ci piace tanto giocare a fare la guerra.

Il conflitto è il miglior motivatore

Ci aiutano a mostrare al mondo, e più specificamente ai nostri nemici, che siamo migliori di loro: la nostra strategia è più intelligente, i nostri riflessi, più acuti e le nostre abilità, superiori. 

L'emozione che provoca la competizione, insieme al senso di potere e ai risultati ottenuti nel riprendere il controllo di situazioni apparentemente caotiche, è la ragione per cui la guerra è un tema così frequente nei videogiochi. Inoltre, queste sensazioni ed emozioni sono estremamente importanti e benefiche per chiunque, poiché ci trasmettono pienezza e completezza, il che è uno dei grandi benefici dei videogiochi e una delle ragioni per cui ci piacciono tanto.

Ora che sai perché giochi ai giochi di guerra, puoi gustarti ancor di più tutti i tuoi giochi di strategia online preferiti. Ci vediamo sul campo di battaglia!

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