Un Cocktail Molotov di Divertimento: Perché Ci Piacciono Così Tanto i Giochi di Guerra

21.6.2017
Gioca Adesso

A nessuno di noi piace il pensiero di andare effettivamente in guerra... a meno che non si sia un tipo alla Rambo con la tendenza a tingere le pareti di rosso, indossare un uniforme da combattimento e dirigersi verso l'ignoto muniti solo di un'arma e un po’ di buon senso.

Ma allora, se così stanno le cose, perché ci piacciono così tanto i giochi di guerra? Che cos’è che ci fa eccitare nel proiettarci in un nuovo mondo a noi estraneo accompagnati da un esercito di brutti ceffi?

In effetti, i motivi possono essere molteplici. Tuttavia, ciò che veramente ci interessa approfondire sono i pensieri, i sentimenti e le emozioni fondamentali che ci portano a partecipare. Naturalmente, prima di immergerci nella nostra psiche e di iniziare un duro scontro a fuoco con le forze dell'oscurità, è d’obbligo cercare almeno di definire ciò che intendiamo con il termine gioco di guerra.

La Storia dei Giochi di Guerra

I giochi incentrati sulla guerra esistono da secoli, sin da quando qualcuno raccolse un mazzo di carte e inventò il famoso gioco "Guerra" (quando ciò sia accaduto con esattezza si è perso nei meandri della storia). Da allora, l’uomo si è divertito a fingere di trovarsi in guerra con ogni mezzo immaginabile, dalle carte ai giochi da tavolo, fino ai moderni videogiochi. Il primo videogioco a connotazione bellica è stato "Spacewar!" - un gioco di combattimento ambientato nello spazio e sviluppato nel 1962 sul minicomputer PDP-1. Tra le altre cose, "Spacewar!" è anche uno dei primi videogiochi mai realizzati, il che ci dice un bel po’ in merito alla natura umana ed ai giochi a cui ci piace partecipare.

Tuttavia, il primo gioco di guerra “effettivo" venne sviluppato nel febbraio 1980, e fu chiamato "Computer Bismarck". "Computer Bismarck" era un gioco di strategia a turni in cui i giocatori impersonavano le forze britanniche e dovevano affrontare la nave da guerra Bismarck ed altre unità tedesche. La fazione tedesca era controllata da un altro giocatore o da un’Intelligenza Artificiale denominata "Otto Von Computer".

Spacewar! Era il primo gioco di guerra

Come potete vedere dall'immagine, "Computer Bismarck" non aveva molto da mostrare... a fatica si riesce a individuare la Gran Bretagna (a destra) o l'Islanda (in alto) con l'oceano Atlantico di color viola sullo sfondo.

Ad ogni modo, da allora i giochi di guerra hanno fatto enormi passi avanti e sono diventati la tipologia di gioco più diffuso. L’avvento degli Sparatutto in Prima Persona negli anni '90 ha dato vita ai franchise da blockbuster come "Call of Duty", "Battlefield" e "Wolfenstein" e ha contribuito a confermare la guerra come il soggetto “non plus ultra" nel mondo dei videogiochi. Oggi, possiamo trovare giochi di guerra in ogni genere, da avventure a narrazione fino agli sparatutto militari pieni di esplosioni. Il tema della guerra è così popolare nei videogiochi che adesso esiste perfino un gioco chiamato “Darksiders”, in cui è possibile giocare ad essere l’effettiva personificazione della guerra.

Mentre è possibile trovare i giochi di guerra in ogni genere, ce n'è uno quasi interamente focalizzato sul concetto di conflitto: stiamo parlando degli strategici. Sia gli strategici a turni che i giochi di strategia in tempo reale da anni ormai hanno portato il tema bellico sui PC in tutto il mondo con franchising come "Command & Conquer", "Total War" e "WarCraft". Questi, a loro volta, hanno condotto alla nascita di MMO e MMORPG strategici, il che, in effetti, rappresenta la versione in cui molti dei giochi di guerra moderni riescono ad attrarre più il favore del pubblico.

I Tre Aspetti dei Giochi di Guerra

Secondo un giornale dell’Università della Virginia, tutti i giochi di guerra hanno le medesime tre caratteristiche:

L’Aspetto Bellico: Non tutti i giochi di guerra sono in effetti incentrati sul conflitto. Tuttavia, la simulazione di attività belliche, gli ambienti ed il vocabolario prettamente legato alla guerra, porta a definirli come giochi di guerra.

L’Aspetto del Gioco: Non tutti gli scenari di simulazione di guerra dovrebbero venire classificati come "giochi di guerra", poiché a volte capita che non via implicato alcun elemento ludico. Affinché un gioco di guerra possa essere effettivamente considerato tale, occorre che vi sia una sorta di concorrenza tra due parti entrambe interessate a conseguire il medesimo obiettivo.

L’Aspetto della Simulazione: Tutti i giochi di guerra in qualche modo tendono a preparare il giocatore alle conseguenze della guerra. Dalle considerazioni strategiche alle condizioni riscontrabili da una persona nel corso di un evento bellico, il gioco tende a replicarne le condizioni in misura maggiore o minore.

I 3 aspetti della guerra

Ora, questo non vuol dire che ogni gioco di guerra cerchi di apparire come l’evento reale. Ad esempio, coloro che partecipano a "Throne: Kingdom at War" non stanno effettivamente cercando di imparare come costruire un castello e difenderlo da un esercito invasore.  I tre aspetti descritti qui stanno sostanzialmente affermando che un gioco di guerra tenderà a ricreare ed esemplificare le dinamiche della guerra in un determinato ambiente.

Diamo un’occhiata al nostro esempio di “Throne: Kingdom at War”.  In questo gioco, il Regno di Amaria è in fermento e il compito del giocatore è quello di unire l'impero sotto un’unica bandiera - la sua bandiera. L'aspetto bellico è riscontrabile nel fatto che Amaria si trovi in guerra sia all'interno che all’esterno; l'aspetto ludico consiste nel partecipare al gioco battendosi contro l’intera comunità Plarium, sia su browser che su dispositivo mobile; l'aspetto della simulazione invece sta nella capacità di percepire i suoni e le scene di un impero in subbuglio.

Il Successo Relativo Ci Spinge a Competere

Tutto ciò ci porta a domandarci il motivo per cui le persone godano di queste tipologie di scenari. Il motivo per cui la gente desidera difendere il regno di Amaria, a parte l'obiettivo finale in sé stesso, è individuabile nella sfida consistente nel superare il nemico in scaltrezza e abilità. In quanto esseri umani, ci piace da matti la competizione. Ma perché? Secondo uno studio della Harvard School of Public Health, quasi il 50% dei partecipanti preferirebbe guadagnare $50.000 in un mondo in cui il salario medio sia $25.000 piuttosto che $100.000 in un mondo in cui il salario medio sia $200.000. Allo stesso modo, lo studio ha dimostrato che le persone preferiscono l'intelligenza relativa piuttosto che quella assoluta.

Ciò che riusciamo a desumere da tutto ciò è che molti di noi non si interessano del risultato finale fintanto che siamo consapevoli di essere superiori alla norma. Se tutti potessero sollevare 100 Kg, noi vorremmo sollevarne 110, piuttosto che sollevare 200 Kg in una realtà in cui la media sollevata risulti di 300 Kg. Fondamentalmente, vogliamo essere migliori rispetto ai nostri pari, e questo costituisce una tipicità fondamentale del comportamento umano.

Siamo costantemente in competizione per essere migliori

Dunque, quando giochiamo a "Throne: Kingdom at War", in cui lo scopo è quello di superare gli altri giocatori attraverso una combinazione di strategia, logica e previsione, non ci interessa effettivamente di mostrare la nostra bravura nel suo complesso. Detto in parole povere, ci basta essere meglio della persona davanti a noi.

In altri termini, tutti desideriamo essere un grosso pesce in un piccolo stagno. Ovviamente, man mano che progrediamo nel gioco, il nostro stagno tenderà gradualmente ad aumentare di dimensioni. Tuttavia, i giocatori davvero dotati cresceranno proporzionalmente proprio per assicurarsi di rimanere il proverbiale pescecane.

Un Cocktail di Ormoni, Emozioni e Pensieri Strategico

Un altro motivo per cui sembriamo divertirci con i giochi di guerra, oltre al fatto che essi mettono alla prova i nostri poteri di logica, strategia e progettazione avanzata, è che essi ci obbligano a fare appello al nostro istinto di sopravvivenza. Come suggerito in questo servizio della NPR, due aspetti contribuiscono a rendere una situazione o una narrazione più accattivante: il sesso e la violenza. Secondo il professor Douglas Gentile dell'Università di Stato dell’Iowa, i giochi di guerra come "Call of Duty" scatenano un cocktail di ormoni dello stress, come il cortisolo, la noradrenalina ed il testosterone, che viene rilasciato nel nostro sangue - gli stessi ormoni sarebbero stati rilasciati in un contesto di guerra vero e proprio. In una situazione reale, questi ormoni sarebbero stati utilizzati dal corpo per creare una risposta di attacco o fuga. Tuttavia, come sottolinea Gentile, essi contribuiscono anche al nostro eccitamento e ci spingono a considerare un gioco più coinvolgente.

"Quando sai di essere al sicuro, provare quel senso di stress amplificato può rivelarsi divertente”, spiega Gentile.

Questa teoria è confermata da Megan Zlock di iStrategyLabs. Nella sua posizione di giocatore reo confesso, Zlock ha rivelato a NPR che una trama viene immediatamente resa più accattivante e immersiva se, nel complesso, viene aggiunto elemento di pericolo.

“Se ciò che si desidera è creare una buona narrazione, occorre creare un conflitto, e la violenza rappresenta un modo decisamente semplice di creare un conflitto”, afferma Zlock.

Il conflitto è una buona storia

In pratica, la violenza è uno stimolante che, se innescato nel giusto ambiente, può rivelarsi estremamente piacevole. Questo è chiaramente il caso quando si ha a che fare con giochi come "Call of Duty", "Halo", "World of Warships" e simili. Inoltre, quando si combina questo desiderio di aumentare il livello di stress e, in modo efficace, si inganna il proprio corpo simulando situazioni di pericolo, si ottiene una combinazione inebriante.

Esercitare un certo grado di controllo nell’ambito di una situazione che, a conti fatti, ci porta a guadagnare il sopravvento su qualcuno, tende a riempirci di un senso di potere alquanto inebriante. Aggiungiamoci gli ormoni dello stress e il cocktail risultante sarà proprio quello che tutti noi desideriamo continuare a bere per ore e ore.

Questo, in poche parole, è il motivo per cui amiamo i giochi di guerra e perché alcuni drink al bar dell’azione della Plarium dovrebbero risultarci estremamente utili nell’ambito delle nostre imprese di gioco.