Perché ci piace così tanto costruire città con i giochi gestionali?

7 minuti letti

Ti sveliamo gli aspetti psicologici che si nascondono dietro la tua passione

I giochi che consentono di costruire intere città ci fanno sentire come delle divinità ma questa potrebbe non essere l’unica ragione del loro successo. È innegabile che la possibilità di decidere le sorti di un piccolo mondo consenta di dare un grande sfogo alla nostra creatività ma sarà davvero questo a tenerci incollati allo schermo? 

SU PC E CELLULARE

Così come molti altri generi, i giochi di gestione delle città e i simulatori degli imperi costituiscono un riflesso della vita reale e ci stimolano a adottare una certa mentalità per raggiungere i nostri obiettivi.  

Uno degli elementi chiave per comprendere perché siamo tanto attratti da questi prodotti risiede proprio nella curiosa sinergia che viene a crearsi tra il mondo reale e quello creato da noi nel gioco; la possibilità di proiettare le nostre conoscenze ed esperienze in un mondo virtuale, consentendoci di capire meglio la realtà, è una delle caratteristiche fondamentali dei giochi di strategia

In questo articolo scopriremo quali sono gli aspetti psicologici dietro al successo dei giochi gestionali ed esploreremo in profondità le ragioni che ci spingono a costruire intere città. 

Prima di analizzare la psicologia e il modo in cui la mentalità giusta può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi, dovremo viaggiare insieme nel tempo, in un’era in cui i giochi di strategia erano animati da testi e comandi.

I giochi di gestione delle città e i simulatori degli imperi costituiscono un riflesso della vita reale

L’origine dei giochi gestionali

Prima che i giochi in cui costruire città e imperi si trasformassero in prodotti estremamente elaborati e dalla grafica tecnologicamente avanzata, come nel caso del celebre Cities: Skylines o della serie Civilization, per creare il tuo piccolo mondo era necessario elaborarlo in forma di testo. 

Sebbene molti considerino SimCity il primo gioco di gestione, per arrivare alle vere origini di questo genere dovremo tornare indietro fino al 1968, ovvero quando Doug Dyment lanciò il suo The Sumer Game, anche noto come Hamurabi.

 L’obiettivo di questo gioco di testo era quello di espandere le tue risorse economiche e di costruire una città florida. Il titolo ha fatto da apripista a una lunga serie di giochi di strategia e simulatori imperiali. 

Dopo il successo di The Sumer Game è stato il turno di Santa Paravia e Fiumaccio, nel 1978, prima che Utopia introducesse l’idea rivoluzionaria di costruire in tempo reale e gli elementi grafici, nel 1982; quest’ultimo finì per generare SimCity nel 1989 e il resto è storia. 

Arrivati a questo punto, SimCity era il gioco di gestione di riferimento e offriva la possibilità di giocare come manager, cittadino e, in fin dei conti, come un vero e proprio dio con il suo piccolo mondo. La possibilità di creare e distruggere interi universi premendo un solo pulsante costituiva infatti il potere più ambito da parte dei giocatori, che non vedevano l’ora di provare i nuovi titoli. 

Al giorno d’oggi, i giochi gestionali si sono evoluti al punto da dare vita a numerose varianti. Dai parchi tematici alle vite parallele, passando per nostra collezione di giochi da guerra: adesso puoi giocare a essere dio in un’infinità di scenari diversi. 

Questo potere onnisciente costituisce chiaramente un elemento chiave nella psicologia dei giocatori appassionati del genere ma non è l’unica motivazione che li spinge a indossare l’armatura virtuale per costruire un regno che valga la pena di difendere.

L’origine dei giochi gestionali

La psicologia alla base dei giochi gestionali

In quanto esseri umani, siamo animati dall’impulso di controllare determinati aspetti delle nostre vite. Ciò è particolarmente evidente se pensiamo a tutte quelle situazioni in cui ci stressiamo o intristiamo perché non abbiamo controllo su questioni che riteniamo importanti. I migliori giochi gestionali agiscono su questa nostra esigenza, consentendoci di decidere tutto, dalla distribuzione dei beni al modo in cui la gente interagisce con il tempo.

Oltre a leggere le mappe, devi costruire caserme, gestire le questioni del consiglio e assicurarti di mantenere in salute i tuoi cittadini e l’esercito disposto a difenderli. Tutti gli aspetti della vita quotidiana del regno dipendono da te e potrai gestirli al meglio solo con una mentalità analitica e ben organizzata. 

Sappiamo bene che può essere divertente procedere senza un piano preciso, costruendo centinaia di caserme e laboratori per creare un arsenale di armi epico, però cosa succederà quando i tuoi alleati si ribelleranno perché non hai creato un consiglio che si occupi di risolvere i problemi?

Tutti adoriamo la possibilità di convertirci in divinità con pochi clic ma i giochi con cui creare città e imperi servono anche a testare le teorie pensate per la vita reale, divenendo così degli ottimi strumenti di apprendimento.

Kurt D. Squire, in un articolo del 2003 sulla relazione tra videogiochi e istruzione, sosteneva che i migliori giochi gestionali “consentono agli studenti di assumere una posizione ideale per comprendere le dinamiche alla base di un sistema”. La necessità di dare un senso al mondo, di creare modelli e di stabilire un controllo sull’ambiente che ci circonda è parte dell’istinto umano e costituisce uno dei motivi per cui questo tipo di giochi attrae un pubblico tanto ampio e variegato.

Sebbene possa avere l’impressione di non imparare nulla mentre li utilizzi, i giochi di gestione possono rivelarsi molto istruttivi. Costruire un arsenale enorme può sembrare una buona idea inizialmente ma presto comprenderai che la chiave del successo è la moderazione, proprio come nella vita reale. Il momento in cui si comprende ciò costituisce il vero impulso a scegliere un gioco gestionale ed è una risorsa che possiamo utilizzare a nostro vantaggio per ideare una strategia.

La psicologia alla base dei giochi gestionali

Crea una strategia basata sulla vita reale

Se accettiamo l’idea che i giochi gestionali e di strategia possano insegnarci qualcosa sulla vita e sul mondo che ci circonda, potremmo agire anche in senso inverso, sfruttando la nostra esperienza di vita per migliorare il nostro stile di gioco.

La pazienza è una virtù

L’errore più grave che commettono i giocatori quando iniziano a creare il loro regno è probabilmente quello di cercare di fare troppe cose in poco tempo: nella vita non si fa tutto di fretta aspettandosi un ottimo risultato. La pazienza è una gran virtù, nel mondo reale come in quello virtuale, e la strategia migliore consiste nell’iniziare con piccole azioni che consentano all’impero di crescere nel tempo. 

Non cercare di costruire un’infrastruttura senza le risorse umane necessarie, ma non smettere di costruire se la popolazione sta aumentando velocemente. Il segreto del successo sta nel giusto equilibrio: senza fretta né pausa.

Non smettere mai di migliorare

Non puoi smettere di addestrare le tue truppe: per quanto agguerrito possa sembrarti il tuo esercito, il tempo scorre e ciò che funzionava in passato potrebbe non essere efficace in futuro. Nei migliori giochi di gestione non puoi permetterti il lusso di riposare sugli allori, proprio come nella vita reale.

Pensa a ciò che accade ai grandi pugili che tornano a gareggiare dopo essersi ritirati; nonostante siano stati campioni del mondo in passato, spesso non riescono a vincere a causa del lungo periodo di riposo, della mancanza di allenamento e dell’allontanamento dal settore. Ciò non significa che prima non fossero granché, ma che le condizioni del gioco cambiano e che chi non rimane al passo coi tempi non può continuare a compere ad alto livello.  

Se vuoi vincere, devi allenarti e migliorare costantemente. I giochi di gestione funzionano nello stesso modo: gli imperi cambiano e si sviluppano continuamente e se non riesci a stargli dietro, presto non potrai più gestirli.

La collaborazione è la chiave di tutto

I collegamenti e le amicizie costituiscono un aspetto fondamentale della vita e ciò vale anche per i giochi gestionali. Una delle prime cose che fai quando inizi a giocare è unirti a un ordine (non a caso si parla di MMORTS) e, dal momento che sei circondato da altri giocatori, dovrai fidarti di loro e chiedere il loro aiuto quando ne avrai bisogno. 

Le relazioni nate in chat ti aiuteranno a creare un esercito più forte: impara a comunicare e a unire forze e risorse per convertirti in un elemento imprescindibile di un impero ancor più grande.

La vita non è un gioco ma può aiutarti a diventare un giocatore migliore. 

I giochi gestionali ti offrono l’imperdibile occasione di giocare a essere dio. Fa’ attenzione, però: non lasciare che il potere ti dia alla testa o potresti perderla molto presto!

Raid: Shadow Legends
Raccogli 400+ Campioni & Battiti Per La Gloria